Rari Vecchi Libri - Messaggio aziendale
CHE COS'E' L'ARCOBALENO,
SIGNORE?
UN' ANCORA,
PER I MISERI
(Jack Kerouac)
 
 
 
 
AL'GIMANTAS BALTAKIS (Poeta, critico Lituano, 1930). Insignito nel 1986 del titolo d'onore di "Poeta del popolo della Lituania"
 
"LA FORTEZZA DI BREST"
 
Nè i monti,
Nè gli abissi,
Nè il cielo,
Nèl'inferno,
Nè un uomo singolo,
Nè la folla-
Possono essere
Più forti di me,
Non possono essere più
Forti di me.
 
Ciascuno di noi
E' una piccola fortezza di Brest,
Noi difendiamo la nostra essenza-
Il sacrosanto territorio del cuore.
 
Nessun nemico
otterrà vittorie
Se non abbasseremo la testa
E non isseremo
La bandiera bianca.
 
Ciascuno di noi
E' una piccola fortezza di Brest,
Noi difendiamo la nostra essenza-
Il sacrosanto territorio del cuore.
 
1969
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
JANINA DJAGUTITE (Poetessa e commediografa Lituana- 1928)
 
............................................
Ti porto la poesia,
questa piccola casa della nuvola bianca,
nella quale tu, entrando, potrai riscaldarti
o stare a tu per tu con te stesso.
Qui non si mettono in tavola
cucchiai d'argento.
Qui non sono stati stesi
rossi tappeti.
Ma io non voglio
che tu resti
una sola notte
senza tetto.
 
........................................................................
 
(Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VIJVI LUJK poetessa estone (1946)
 
LA LUCE DEL MONDO
 
D'improvviso è tutto come un tempo,
le strade, la neve, le case
e anche il beffardo rossore del crepuscolo
che fa rabbrividire.
 
Cammini per l'appartamento e osservi:
fuori il panorama, dentro i mobili,
un armaa muro, uno specchio, le scarpe
e una trasmissione in onda alla tivù.
 
Attraverso i muri si sente tutto,
dal piano di sotto le attualità.
I venti del mondo tagliano
dolorosamente le orecchie.
 
Sulla parete si propaga una striscia abbagliante
un raggio di luce freddo, solenne.
In questo istante e luogo
passa il confine tra la vita e la poesia.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
MIRDZA KEMPE (1907-1974) poetessa popolare della Repubblica Lettone
 
MOZART
 
Mi tocchi con un dolore acuto
Con un sussurro leggero
E mi fai palpitare
Di nuovo il cuore.
 
Sopra la neve di morte
Dove c'era una tomba,
La melodia dolce
Tra i fiori si sente.
 
Spunta in lontananze antiche
La luce di madreperla,
E si schiude in raggi sottili
Sul mio palmo.
 
Si aprono gli occhi sorridenti:
L'aria è libera e piena di sole.
L'anima ha bisogno di togliersi la sete
Con lo splendore eterno.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
 
 
 
ELLEN NIJT (1928), Estone
 
CREDERE
 
Credevo il mare
fosse sempre blu
e ciascun uomo fosse pieno
di denari d'oro ben celati.
 
Che navigando si deve
coraggiosamente sfidare il vento
e vincendo stanchezza
cercare miracoli nel mondo.
 
Remavo con ansia nel cuore
onde infuriate attorno a me,
la volta celeste e il fondo del mare
rilucevano dietro.
 
Ho appreso che raramente
il mare è blu
e spesso l'uomo
è vuoto e grigio.
 
Ho visto paesi senza laghi e fiumi,
solo polvere e cenere, nient'altro,
bambini allevati in terre
dove non c'è ricchezza.
 
Ma credo valga la pena ugualmente
di esistere, sbagliare, bramare
cercare il benessere
amare e odiare
 
e osservare che il mare da grigio cupo
può diventare blu
e sapere che il bene più prezioso
nell'uomo è la ricchezza interiore.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
Vincas Mikolajtis-Putinas (1839-1967), Lituano fu poeta, narratore, drammaturgo
 
Eroico
 
Voglio esaltare la libertà
e maledire la violenza.
Che sprofondino sotto terra
tiranni e schiavi!
Mi piace guardare il libero uccello
nell'ampia distesa del cielo
e ammirare i turbini della tempesta,
il gioco delle onde irrequiete!
 
Ci sono parole pesanti, come il freddo piombo,
ci sono sguardi aguzzi come coltelli,
ci sono mani forti come catene d'acciaio,
ci sono desideri subdoli come serpenti.
Ma non ci sono al mondo catene capaci
di soffocare la sete della libertà.
 
Sento nel petto una nuova forza,
come questo libero uccello dei cieli,
come il vento della tempesta, che eleva le onde.
Nel cuore si è accumulata una tumultuosa passione:
proromperà come un torrente,
con i suoni liberi dell'armonia.
E spazierà in largo la canzone come onde del mare azzurro,
il vento la porterà per monti e per valli,
e uccelli canteranno in volo,
che al mondo non c'è maggiore felicità
della libertà!
 
 
 
Egil Plaudis (1931)
 
Se ancora sei capace
 
Non hai niente se non hai il sogno,
Per cui avresti dato tutto l'oro spagnolo,
Per cui nel sudore del sangue avresti costruito un alto castello
Quando attorno c'era indifferenza.
 
Non hai niente se non cresce erba dentro di te.
Se non puoi uscire fuori di te,
Col tocco leggero dell'ombra d'un uccello
Quando torna da lontananze al proprio nido.
 
Se ancora sei capace, tutto ti appartiene:
Il tremito dell'attimo, la notte dei tempi,
Il primo amore perduto,
Come il respiro della terra nel cielo alto.
 
Se ancora sei capace, sei il dio dei sogni.
Ferma per un attimo l'eternità,
Devi tener conto della tua infinità azzurra.
E non hai nulla da desiderare.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
Maris Caklajs (1940), poeta, traduttore, ha ricevuto il premio Komsomol della repubblica Lettone.
 
COME DORMONO I BAMBINI
 
Guardate di notte,
guardate tanto per guardare-
i bambini dormono in modo che rende impossibile la guerra.
 
Abbracciando
conigli timidi, orsetti coraggiosi
o un angolo del cuscino,
rivoltandosi,
 
in pose più inverosimili dormono
i bambini.
 
Hanno il sorriso
del giorno passato
il dolore futuro
non lo conoscono.
 
Si è annidato
un uccellino sulle loro labbra
con ali tenere di sonno.
 
I bambini dormono
in modo così fiducioso
da rendere impossibile
la guerra mondiale,
qualsiasi guerra.
 
Proprio per questo
la sua possibilità
è tanto più orribile.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
 
BETTI AL'VER (1906) è tra le personalità più in vista dell'Estonia dove viene ritenuta tra le maggiori voci del Novecento
 
L'ESTASI (1936)
 
E' certissimo che non avrai sostegno
ai tuoi piedi se non spazzerai
gli ostacoli che intralciano il cammino
e non ti spingerai sempre più avanti.
sia grande la tua ambizione!
Animo, non temere rovina dal pericolo
distogliti, piuttosto, dal passato,
chiudi le porte a ciò che se n'è andato!
Ti assediano le gelide bufere,
una catena di monti deserti nella notte,
intuisci il precipizio e senti
le belve che perlustrano i confini.
se azzardi nel cammino proprio ora
i precipizi diverranno ponti
le pietre nere diverranno frutti saporosi
e le belve ammansite indietreggeranno.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol II°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
David Kugul'tinov (1922) insignito del titolo " Poeta del Popolo della Calmucchia" e del premio di Stato dell'URSS per il libro di versi" Il richiamo dell'aprile"
 
QUANDO LA PRIMAVERA
 
Quando la primavera lentamente, non subito,
scalderà la terra e entrerà nello zenit
e l'aria risuonerà sulla moltitudine dei fiori,
con l'aroma saturo
io me ne vado solo nelle lontananze della steppa,
e - questo mio agire probabilmente non è pensiero-
sogno a occhi aperti nell'ombra del rialzo...
 
E sopra di me nell'azzurro incorporeo
sul filo del raggio primaverile
si scuote l'allodola spensierata,
risuonando come campanellino della felicità.
 
Allora l'anima è chiara e lieve,
tutto il mondo è in me. E nel mondo sono come a casa mia.
 
Da REALISMI A CUPOLE D'ORO, Antologia della poesia contemporanea dell'URSS, vol I°, Catania, Prova d'Autore Ed., 1988
 
 
Borìs Leonidovic Pasternàk (Mosca 1890- Peredelkino 1960 ):
esordì nel gruppo moderato futurista "Centrifuga" con il volume di versi "Il gemello fra le nuvole" 1914, si avvicinò poi ai cubofuturisti con le raccolte "Oltre le barriere" 1917, "Mia sorella la vita "1922 , "Temi e variazioni"1923 e "Seconda nascita" 1933; dopo un periodo di silenzio pubblicò le raccolte "Sui treni mattinali" 1943 e "La vastità terrestre" 1945.
 
COME di BRONZEA CENERE (1912)
 
Come di bronzea cenere caduta dai bracieri,
di scarafaggi brulica il giardino assonnato.
Vicino a me, a livello della mia candela
sono sospesi universi fioriti.
 
E come in una fede inaudita
io entro in questa notte,
dove il pioppo vetustamente grigio
ha ombreggiato il confine lunare.
 
Dove lo stagno è un mistero svelato,
dove bisbiglia la risacca del melo,
dove il giardino è sospeso come palafitte
e tiene dinanzi a sé il cielo.
 
da "Poesie", Torino Einaudi 1959, introduzione e versione di Angelo Maria Repellino, collana Universale
 
 
17 MARZO 2011-
Inauguriamo oggi questa rubrica dove a intervalli non regolari inseriremo una poesia tratta da un libro di proprietà della Libreria.
 
Iniziamo con il Poeta  Serghiei Alexandrovic ESSENIN (1895-1925): figlio di contadini, esordì giovanissimo nella Pietroburgo dell'anteguerra, militò in poesia fondando la scuola dell'immaginismo, aderì alla rivoluzione russa cantandola come un mistico evento.
 
CANTO LITURGICO
(parte prima)
 
Oh, patria mia, l'ora
felice e senza scampo!
Nulla è migliore e più bello
dei tuoi occhi di mucca.
 
A te, alle tue nebbie,
alle pecore nei campi,
io porto, come un covone di (avena,
il sole sulle mani.
 
Sii benedetta fra Pasqua e Pentecoste,
e a Natale sii benedetta,
perchè le vigilie assetate
con l'eternità si dissetino.
 
Con le spalle scuotiamo il cielo,
con le mani culliamo il buio,
e nell'esile spiga del pane
infondiamo un'erba stellare.
 
Oh. Russia, steppa e venti,
e tu, casa paterna!
Nella dorata cerchia s'annida
il tuono primaverile.
 
Con avena la bufera nutriamo,
con preghiere irroriamo la valle.
E per noi l'azzurro campo
ara il bove intelletto.
E non una sola pietra,
scagliata da frombola o arco,
attirerà su di noi
la stretta delle mani divine.
(traduzione di Giacomo Prampolini, Milano, All'Insegna del pesce d'oro di Giovanni Scheiwiller, 1938)