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MANIFESTO dell 'INNATURALISMO
MANIFESTO dell 'INNATURALISMO
INNATURALISMO E’ RAPPRESENTAZIONE DELL’UOMO E DELL’UMANITA’ PER COME ESSI SONO, OVVERO DA OLTRE QUINDICIMILA ANNI SCIVOLATI VERSO L’INNATURALITA’.

INNATURALISMO E’ MOSTRARE SENZA VANE SPERANZE, SENZA PIETISTICI COMPROMESSI, SENZA ROMANTICHE INTERPRETAZIONI, L’ABISSO DEL NULLA NEL QUALE L’UOMO E’ PRECIPITATO TRASCINANDO CON SE’ TUTTO CIO’ CHE LO CIRCONDA.

INNATURALISMO E’ PERCIO’ EVIDENZIARE IL BRUTTO POICHE’ IL BELLO E’ SCOMPARSO DAL MONDO ED OVE VI FOSSE ANCORA, NON SAREBBE COMUNQUE PERCEPIBILE DALL’UOMO MODERNO.

L’ARTISTA INNATURALISTA, FACENDOSI COINVOLGERE IL MENO POSSIBILE DALLA TRISTEZZA CHE NORMALMENTE TUTTO CIO’ INDUCE NELLE PERSONE SENSIBILI, NON PROPONE SOLUZIONI PERCHE’ IL REGRESSO E’ INARRESTABILE, MA SI LIMITA A FARSI SPECCHIO REGISTRANDO FEDELMENTE GLI INNUMEREVOLI ASPETTI E LE MUTEVOLI FORME DELLA PRIGIONIERA UMANITA’ :
- ORDINATAMENTE CAOTICA E CAOTICAMENTE ORDINATA,
-VUOTA DI PIENEZZA E PIENA DI VUOTO,
-INFELICEMENTE GAIA E GAIAMENTE INFELICE,
-PASSIVAMENTE ATTIVA E ATTIVAMENTE PASSIVA,
-DI QUESTI TEMPI ULTIMI.

Milano, 1 Gennaio 2009

Firmatari: Silvano Bruscella , Alfio Catania, FULVIO MARTINI, Luca Palazzi, Skawalker, Francesco Porzio, Jimmy Rivoltella, Alessandro Scapinelli.

www.innaturalismo.com
Fulvio MARTINI: LA PITTURA,
di Raffaele BOZZI
Arthur Miller si chiedeva : cos'è il giornale? E' una Nazione che parla a se stessa. Allora se io mi chiedessi cosa sia la satira potrei rispondere: è una Nazione che si guarda allo specchio ed è capace di vedere quei difetti che possiede e che solo lo specchio può rilevare.
Le rappresentazioni di Fulvio Martini non sono flash ironici e satirici sulla società, rappresentano, invece, il racconto del divenire di una Società in cui l'eccezione è divenuta regola.
Come gli uomini e le donne di Botero sono ladri dello spazio che tendono ad occupare con i loro corpi, così i personaggi rappresentati da Fulvio sono LADRI d'ARIA, dell'elemento che garantisce la loro sopravvivenza in una contesa per consumare sempre di più ciò che li circonda.
Tre sono i principali bersagli di Fulvio :la Politica, la Religione, il Comportamento umano.
Secondo Platone "la politica è il luogo della decisione ". Oggi si assiste alla transizione al luogo della rappresentazione: la POLITICA diventa solo occasione di tornaconto personale o di gruppi più o meno organizzati e vuoto blaterare non di suoni ma di futili "bolle di sapone".
Anche la RELIGIONE finisce per Fulvio per divenire estranea all'uomo, incompresa, tiranna perché lontana dalle sue necessità,cessa di avere funzione educativa per rivelarsi repressiva.
La SOCIETA' finisce per ridurre l"essere" ad una successione infinita del sembrare: la vita viene vissuta come un Carnevale, con una serie infinita di maschere, una sul lavoro, una in famiglia, una nel tempo libero.
La pittura di Fulvio scopre il DNA della nostra società e ne indica quelle che saranno le sue "malattie" future.
Con Fulvio la satira diventa analisi e previsione sui mutamenti di una Società dove non è più l'uomo, con la sua creatività e fantasia, l'artefice del proprio futuro, ma il trionfo dei mostri che l'uomo stesso ha creato e che stanno diventando non più governabili.

Quadro: Investimenti Immobiliari
Collezione Privata "Libero_nel_Libro"
Fulvio MARTINI: LA PITTURA,
di Raffaele BOZZI
Fulvio MARTINI: L'ERETICO,
di Raffaele BOZZI (Prima Parte)
Fulvio MARTINI: L'ERETICO,
di Raffaele BOZZI (Prima Parte)
In antico eresia era l'idea nuova,un inno alla creatività ed alla fantasia dell'uomo per il progresso della specie.
Ma ben presto il potere usò la politica e la religione e con esse le leggi,le regole e le norme ed eresia fu ogni tentativo di mettere in discussione quanto stabilito per mantenere tutto e chiunque sotto controllo.
Contro l'eresia fu usato il rogo, la forca, il carcere: rimedi costosi e spesso impopolari. In alternativa il potere escogitò altri strumenti:la MODA, il MITO, il RITO...il sangue cessò di scorrere, fu bandita la tortura fisica,perirono le idee e le eresie.
Se Diogene, accendendo la fiammella della sua lanterna, recitava pateticamente "cerco l'uomo", la Società odierna, spengendo ogni luce, grida ai quattro venti "cancello l'uomo" con le sue caratteristiche, le sue diversità, la sua ricchezza "eretica" capace di creare e lasciare un'impronta di progresso umano nei suoi simili.
Anticamente nei teatri greci o latini, l'uomo con la maschera parlava per il potere politico e religioso ed indicava la strada maestra da seguire. Finalmente nel teatro e nella vita, dopo secoli di lotte, l'uomo riuscì a togliersi la maschera, scoprì che lui stesso, in prima persona, poteva interpretare le leggi e le norme e con il suo IO poteva pronunciare e proporre la sua "eresia". Oggi l'uomo è stato convinto a portare di nuovo la maschera per un potere che non è più democratico o politico e neppure religioso ma esclusivamente economico-tecnologico, un potere che non è più di un popolo o di una singola tribù ma che rende schiavo tutto l'universo. La maschera rende globali gli esseri umani, uno simile all'altro, zombi viventi in un mondo che ha dimenticato la natura, fra popoli che non amano più la vita ed hanno abolito "l'eroismo del vivere".
I quadri di Fulvio non sono affatto "eretici", rappresentano il quotidiano e la norma. I personaggi che li popolano riempiono la loro mente vuota con bolle piene di "aria",si nutrono del "nulla" barattando il reale con il virtuale. Leggiadre fanciulle ed attempate matrone si tatuano sulla fronte il marchio dell'omologazione sfoggiando vesti, calzature borsette e gioie a cui una firma abbia dato "nobilitade"; potenti in nome della politica o di una religione violentano non solo la tua libertà ma anche il tuo corpo ;le carceri non hanno chiavi ma neanche vie di uscita ed in queste l'uomo deve consumare la sua condanna di vivere in isolamento; ogni uomo è condannato a produrre ogni giorno la sua dose di maleodorante sterco che ucciderà il pianeta e esso stesso si trasformerà presto in scarafaggio "stercoraro".
Ognuno partecipa quotidianamente alla saga e non trova il coraggio di dire no, di tirarsi indietro ricercando se stesso,la propria creatività, fantasia ,libertà e gioia di esistere.In questo mondo dall'eterno Carnevale dove è più importante "videri quam esse" la maschera è d'obbligo ogni giorno. Questo è normale, rientra nelle regole e nel programma di sviluppo che l'uomo si è dato e persegue e quindi non è ERESIA, l'unico eretico è Fulvio novello Berenger (1).,
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(1) Ionesco "Rinoceronte" 1958
In uno sperduto villaggio, che per comodità chiameremo "OVUNQUE", un bel giorno si sentì rimbombare il selciato sotto gli zoccoli di centinaia di RINOCERONTI. Erano scomparsi tutti gli abitanti, si erano trasformati in pachidermi. Solo due abitanti erano rimasti con sembianze umane: la dolce Daisy ed il fiero Berenger: un solo uomo ed una sola donna, tuttavia unica speranza che la vita umana potesse continuare. Ma Daisy viene assalita dalla malinconia e sogna e desidera diventare anch'essa RINOCERONTE. Viene accontentata e Berenger rimane solo ed unico uomo, SENZA FUTURO, SENZA SPERANZA. Anche Berenger è un "Eroe Eretico".

Quadro: Il mistero della Pasqua
Collezione Privata "Libero_nel_Libro"

FULVIO MARTINI: L'ERETICO,
di Raffaele Bozzi (seconda parte)
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L'umorismo di Fulvio non svela solo il senso comico della vita, ma anche il suo senso intimamente tragico nel significato di insolubile,inevitabile. Con le sue pitture, Fulvio dice la verità nel paradosso.Riesce a comunicare la divergenza fra il reale e l'ideale, gioca il possibile e l'impossibile nel fatto e nella norma, genera associazioni di idee, immagini e situazioni lontane; dal loro attrito nasce il comico che, talvolta, può indurre alla consapevolezza ed alla reazione. E, d'altra parte, come aveva evidenziato Leonardo Sciascia in una intervista, l'eresia è di per sé una grande e bella cosa.
Colui che difende la propria eresia è sempre un uomo che tiene alta la dignità dell'UOMO. Bisogna essere eretici, rischiare sempre di essere eretici, altrimenti è proprio finita. C'è sempre nel potere che si costituisce in fanatismo o che con blandizie ti convince a rinunciare alla tua singolarità ed ai tuoi diritti esistenziali, questa paura dell'eresia. Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero, per essere fedele alla propria dignità deve essere ERETICO.

Quadro: "Il Buon Pastore"
Collezione privata "Libero_nel_libro"
FULVIO MARTINI: L'ERETICO,
di Raffaele Bozzi (seconda parte)
FULVIO MARTINI
FULVIO MARTINI
Pittore e Scrittore ( ha scritto un libro per bambini e un trattato sulle piante officinali) nasce a Milano nel 1956, città
dove esercita con passione e serietà la professione di Erborista con diploma universitario.
Autodidatta, inizia a dipingere intorno ai 20 anni,passando attraverso varie forme e tecniche. All’inizio del 2000 prende forma il mondo espressionista dei LADRI d'ARIA,sorta di zombie che gli consentono di rappresentare le aberrazioni, le storture, le contraddizioni degli uomini di questi tempi. Rifiutando compromessi e limitazioni espressive, evita il rapporto con il “sistema” dell’arte, privilegiando la diffusione e la vendita delle sue opere attraverso canali alternativi.

www.fulviomartini.it
IL PIANETA del NULLA. Testi di F. Porzio, illustrazioni da quadri di F. MARTINI
"Il Pianeta del nulla",
Edizioni della Terra di Mezzo, 2010,
In-8, p. 227 riccamente illustrato a colori.
Acre satira testimone dell'Umanità (o meglio della Dis-Umanità) attuale, illustra con il testo e le immagini il Pianeta degli Yugwgnum. " Attratti come sono dai sentimenti falsi, gli Yugwgnum tendono a esercitare attività conformi a tale propensione. E poichè i sentimenti falsi conducono ad azioni e parole vuote, essi hanno costruito una civiltà fondata sul nulla. Tale civiltà sta per avere il sopravvento su tutto il pianeta, trasformandolo così in un Pianeta del Nulla." (dalla quarta di copertina).
IL PIANETA del NULLA. Testi di F. Porzio, illustrazioni da quadri di F. MARTINI